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IN PRINCIPIO FU LA RADIO, NEGLI ANNI VENTI L’AVVENTO DELLA RADIOFONIA CANCELLO’ LA FISICITA’ DEI POLITICI: LI COSTRINSE A RITIRARSI DALLE PIAZZE E A RAGGIUNGERE GLI ELETTORI CON LE LORO FAMIGLIE NEL SALOTTO DI CASA. NEGLI ANNI 60 L’ARRIVO DELLA TELEVISIONE HA RESTITUITO ALLA CLASSE POLITICA LA SUA FISICITA’

OGGI, I SOCIAL NETWORk CONTRIBUISCONO A QUELLA CHE MOLTE RICERCHE HANNO DEFINITO PERSONALIZZAZIONE DELLA POLITICA, UN FENOMENO CHE PERO’ NECESSITA DI ESSERE COLLOCATO IN UN QUADRO PIU’ AMPIO CHE HA A CHE FARE CON L’EVOLUZIONE DEL RAPPORTO TRA MEDIA, CITTADINI E POLITICA.

 

SE INFATTI I MEDIA TRADIZIONALI ASSUMONO ANCORA OGGI UN RUOLO PREPONDERANTE NELLA PROPAGANDA POLITICA, I SOCIAL SONO DIVENTATI INVECE TERRENO FERTILE PER SPERIMENTARE UNA COMUNICAZIONE PIU’ DIRETTA CON L’ELETTORATO, ATTRAVERSO LINGUAGGI PIU’ COLLOQUIALI CHE POSSANO INTERCETTARE FASCE DI POPOLAZIONE DIVERSE RISPETTO AI MEZZI TRADIZIONALI, SVILUPPANDO COERENTEMENTE UNA NUOVA METODOLOGIA DEL “RACCONTO DI SE'”.

I QUOTIDIANI HANNO UN EFFETTO LEGATO ALLA LORO CAPACITA’ DI INFLUENZARE IL DISCORSO POLITICO PER TUTTO L’ARCO DELLA GIORNATA, INSERENDO “IN AGENDA” I DISCORSI IMPORTANTI SU CUI SI DOVRA’ DISCUTERE: E’ IL COSì DETTO EFFETTO “AGENDA SETTING”

LA TELEVISIONE HA INVECE UN EFFETTO DIVERSO, DOVUTO PRINCIPALMENTE ALLA PROPRIA CAPACITA’ DI CAMBIARE LA COMPOSIZIONE DELLE NEWS PIU’ IMPORTANTI A SECONDA DEL MOMENTO DELLA GIORNATA. L’EFFETTO E’ QUELLO DEL “FRAMING”, OVVERO DI INQUADRARE LA PROBLEMATICA ALL’INTERNO DI UN DETERMINATO CONTESTO E DI RI-ORDINARE L’AGENDA IN BASE ALLA LETTURA CHE SI VUOLE DARE DEL CONTESTO.

I NEW MEDIA, ED IN PARTICOLARE I SOCIAL NETWORK, SI DISCOSTANO SIGNIFICATIVAMENTE NELLE MODALITA’ DI FUIZIONE RISPETTO AI TRADIZIONALI MASS MEDIA. INFATTI, SE PER I SECONDI LA COMUNICAZIONE E’ PRINCIPALMENTE TOB-BOTTOM A E DA UNO A MOLTI, CON LO STESSO MESSAGGIO INDIRIZZATO A TUTTO LA POPOLAZIONE, NEI PRIMI LA COMUNICAZIONE E’ INVECE PASSATA AD UN LIVELLO BIDIREZIONALE E A LIVELLO PARITARIO. NON ESISTE PIU’ UNA DIREZIONE UNICA ED UNIVOCA FRA FONTE E RICETTORE, BENSI’ UNO SCAMBIO CONTINUO E, SOPRATTUTTO, QUESTO E’ RECEPITO COME UNO SCAMBIO ALLO STESSO LIVELLO.

NON SOLO: IL MOLTIPLICARSI DELLE POSSIBILITA’ DI SCELTA TRA LE FONTI DI INFORMAZIONE PIU’ VICINE ALLA PROPRIA VISIONE DEL MONDO CONSENTE DI POTERSI COSTRUIRE UNA PROPRIA “DIETA MEDIATICA”, CHE POSSA PERMETTERGLI DI ESSERE SEMPRE INFORMATO RISPETTO AGLI ARGOMENTI CHE STANNO A CUORE, MA ANCHE DI NON ESSERE ESPOSTO A CONSIDERAZIONI CRITICHE RISPETTO AL PROPRIO PUNTO DI VISTA. SE DA UN LATO C’E’ UN RAPPORTO PIU’ DIRETTO CON IL PUBBLICO, DALL’ALTRO NON SI PERMETTE ALCUNE MEDIAZIONE CRITICA E NESSUN CONFRONTO.

SI TRATTA DI UNA COMUNICAZIONE COSTRUITA CON RAFFICHE DI MESSAGGI FORTEMENTE ORIENTATI, BIANCHI O NERI, RIGOROSAMENTE SENZA SFUMATURE DI GRIGIO, CONFEZIONATI PER ESSERE CONDIVISI E DIVENTARE VIRALI.

IN QUESTO NUOVO MODO DI FARE POLITICA SI SONO INSINUATE ANCHE LE FAKE NEWS. IL FENOMENO, DA SEMPRE PRESENTE ANCHE NEI MEDIA MAINSTREAM, E’ SALITO ALLA RIBALTA NEL 2016, IN SEGUITO ALLE ELEZIONI DI DONALD TRUMP. QUESTO PERCHE’ LA MAGGIOR PARTE DELLA POPOLAZIONE NEGLI STATI UNITI AFFERMA DI APPRENDERE LE NOTIZIE DAI SOCIAL NETWORK E LA MAGGIORANZA DICHIARA DI CREDERCI INDIPENDENTEMENTE DAL FATTO CHE SIANO VERE O FALSE. UN TRATTO RILEVANTE SONO I PROFILI FALSI, CREATI APPOSITAMENTE PER AUMENTARE LA CREDIBILITA’ DI FAKE NEWS E PER FORNIRE ENGAGEMENT E CONSENSO AI LEADER POLITICI.

IN OGNI CASO, IN UN CONTESTO SIMILE DIVENTA SEMPRE PIU’ LABILE E GRIGIO IL CONFINE TRA INFORMAZIONE E DISINFORMAZIONE E QUELLO TRA GIUDIZIO SOGGETTIVO E VALUTAZIONE OGGETTIVA.

LE LIVE FACEBOOK, UTILIZZATE PER DEGLI INCONSUETI VIDEO-LIVE DEL PRESIDENTE, CHE RISPONDE SENZA FILTRI ALLE DOMANDE POSTE IN DIRETTA RENDONO EVIDENTE L’INTENZIONE DI UTILIZZARE I SOCIAL PER SALTARE L’INTERMEDIAZIONE DEL GIORNALISTA, CON IL TENTATIVO ALLO STESSO TEMPO DI DARE IL CARATTERE DELLA BI-DIREZIONALITA’ ALLA PROPRIA COMUNICAZIONE.

UN DISCORSO SIMILE ERA STATO FATTO (MA IN MODO PIU’ PROFONDO E FRUTTUOSO), IN UNA DELLE CAMPAGNE MEDIATICHE PIU’ SIGNIFICATIVE ED IMPORTANTI DEL RECENTE PASSATO, DA BARACK OBAMA, PER LA CORSA ALLE PRESIDENZIALI DEL 2008. L’USO MAGISTRALE DEI NASCENTI SOCIAL MEDIA IN QUEL CONTESTO FU DETERMINANTE PER L’IMPOSTAZIONE DELLA PROPRIA AGENDA E E DEL PROPRIO FRAMING NEL CORSO DELLA CAMPAGNA ELETTORALE, PONENDO IL “PERSONAGGIO” DI OBAMA COME SINONIMO DI CAMBIAMENTO ED AIUTANDOLO A COSTRUIRE UNA RETE INTERA DI FAN/ELETTORI/AMBASSADOR CHE LO AIUTARONO A VINCERE PRIMA LE PRIMARIE E POI LA COMPETIZIONE PER LA PRESIDENZA.

IN OGNI CASO, IN UN CONTESTO SIMILE DIVENTA SEMPRE PIU’ LABILE E GRIGIO IL CONFINE TRA INFORMAZIONE E DISINFORMAZIONE E QUELLO TRA GIUDIZIO SOGGETTIVO E VALUTAZIONE OGGETTIVA.

LE LIVE FACEBOOK, UTILIZZATE PER DEGLI INCONSUETI VIDEO-LIVE DEL PRESIDENTE, CHE RISPONDE SENZA FILTRI ALLE DOMANDE POSTE IN DIRETTA RENDONO EVIDENTE L’INTENZIONE DI UTILIZZARE I SOCIAL PER SALTARE L’INTERMEDIAZIONE DEL GIORNALISTA, CON IL TENTATIVO ALLO STESSO TEMPO DI DARE IL CARATTERE DELLA BI-DIREZIONALITA’ ALLA PROPRIA COMUNICAZIONE.

LE CAMPAGNE ELETTORALI STATUNITENSI HANNO CREATO UN MODELLO DI MARKETING DEL CONSENSO STUDIATO E REPLICATO ANCHE IN ITALIA. IL LAVORO PRINCIPALE E’ QUELLO DI SPEZZETTARE L’OPINIONE PUBBLICA E RICOMPORLA DANDO AD OGNI MINI-PUBBLICO IL PROPRIO MESSAGGIO, ALL’INTERNO DI UNA STRATEGIA CHE SIA IL PIU’ COERENTE POSSIBILE.

LO SPAZIO MEDIATICO, INFATTI, RIMANE SALDAMENTE NELLE MANI DI POLITICI CHE BASANO IL PROPRIO PERSONAL BRAND SULLA VISCERALITA’ E SULL’EMOZIONE: IL TIPO DI PERSOALITA’ CHE SERVE A CATTURARE L’ATTENZIONE DI MILIONI DI POTENZIALI ELETTORI INCOLLATI AI PROPRI SMARTPHONE. UNA DIRETTA FACEBOOK, UN POST INSTAGRAM O UN TWEET PER COMMENTARE UN FATTO O ATTACCARE UNAVVERSARIO VALGONO COME DIECI COMIZI, RAGGIUNGONO MOLTE PIU’ PERSONE DI QUANTO SIA IMMAGINABILE E RIMANGON O PIU’ A LUNGO SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI. I SOCIAL NETWORK HANNO DI FATTO TRASFORMATO LA REALTA’ POLITICA IN UNA PERENNE CAMPAGNA ELETTORALE.

IN OGNI CASO, IN UN CONTESTO SIMILE DIVENTA SEMPRE PIU’ LABILE E GRIGIO IL CONFINE TRA INFORMAZIONE E DISINFORMAZIONE E QUELLO TRA GIUDIZIO SOGGETTIVO E VALUTAZIONE OGGETTIVA.

LE LIVE FACEBOOK, UTILIZZATE PER DEGLI INCONSUETI VIDEO-LIVE DEL PRESIDENTE, CHE RISPONDE SENZA FILTRI ALLE DOMANDE POSTE IN DIRETTA RENDONO EVIDENTE L’INTENZIONE DI UTILIZZARE I SOCIAL PER SALTARE L’INTERMEDIAZIONE DEL GIORNALISTA, CON IL TENTATIVO ALLO STESSO TEMPO DI DARE IL CARATTERE DELLA BI-DIREZIONALITA’ ALLA PROPRIA COMUNICAZIONE.

LA POLITICA SI E’ QUINDI EVOLUTA IN VIRTU’ DELLE NECESSITA’ DI COINVOLGERE NON SOLO I POLITICAL JUNKES, OVVERO COLORO CHE LEGGONO I QUOTIDIANI, SEGUONO I PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO POLITICO E SUI SOCIAL SEGUONO POLITICI DI OGNI FAZIONE, MA ANCHE E SOPRATTUTTO LA FETTA CONSISTENTE DI POTENZIALE ELETTORATO PER IL QUALE LA POLITICA NON RAPPRESENTA LA PRIORITA’. LA CONSEGUENZA E’ L’ESPOSIZIONE A NOTIZIE POLITICHE ANCHE IN AMBITI CHE PRIME SEMBRAVANO ESTRANEI ALLA POLITICA, SI E’ ARRIVATI COSI’ ALLA TENDENZA DELLA POLITICA A POPOLARIZZARSI. OVVERO L’ADOZIONE DI STRATEGIE COMUNICATIVE CHE IMPEDISCANO AI POLITICI DI ESSERE CANCELLATI DALLE DIETE MEDIALI DEI CITTADINI: LA LIFESTLE POLITICS, LA CELEBRITY POLITICS E L’INTIMATE POLITICS.

LA PRIMA STRATEGIA SI RIFERISCE ALLA CONDIVISIONE DI FATTI E MOMENTI INERENTI ALLA SFERA PRIVATA E SI BASA SULLA NECESSITA’ DI METTERE IN EVIDENZA CHE IL POLITICO E’ UN CITTADINO COMUNE, VICINO AL POPOLO; CON LA SECONDA IL LEADER IBRIDANDO LA SUA PERSONA CON GLI ATTORI E GLI AMBIENTI MEDIALI DELLE CELEBRITA’, VUOLE COMUNICARE ECCEZIONALITA’ NONCHE’ IL SUO ESSERE UN ATTORE POLITICO SPECIALE; LA TERZA SI RIFERISCE ALLA PROGRESSIVA DIVULGAZIONE DELLA VITA PRIVATA AL FINE DI COSTRUIRE UN RAPPORTO DI FIDUCIA CON L’ELETTORATO.

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SOCIAL MEDIA – COMUNICAZIONE TRA POLITICI E CITTADINI

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